A metà giugno è partita una campagna di monitoraggio della presenza di plastica nel Santuario dei Cetacei .

Liguria Genova
Foto Gabriella Motta

Finalmente avremo un’ idea molto precisa della situazione ambientale del nostro mare

Questa campagna di studio è stata organizzata dall ‘Università di Siena e Fondazione CIMA , nell’ambito del progetto Plastic Busters MPAs (di cui l’Università di Siena è coordinatore scientifico).

Obbiettivo primario è studiare la presenza in mare di plastiche e microplastiche e la loro interazione con le specie marine, per capire quanto questi rifiuti possano accumularsi nei diversi passaggi della catena alimentare e quali possano essere gli effetti sulla salute dell’ecosistema .

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Importante è calcolare la concentrazione delle plastiche disperse e capire se sono in zone dove i cetacei sono presenti in modo frequente ( i famosi Canyon Genovesi ) .

Inoltre sono usati come indicatori del nostro ecosistema marino tre specie di mammiferi : le balenottere , le stenelle e i capodogli e inoltre le meduse e pesci lanterna .

Santuario dei Cetacei

Come è facile capire la balenottera comune, in particolare, è il più grande cetaceo del Mediterraneo e per nutrirsi di krill filtra grandi quantità di acqua attraverso i fanoni, ingerendo accidentalmente anche le plastiche .

Ovviamente è importante seguire il percorso delle microplastiche nella catena alimentare e capire quanta di questa plastica alla fine raggiunga i nostri piatti e quindi incida anche sulla nostra salute .

A breve avremo i risultati della campagna di monitoraggio e l’ottimismo non è predominante sopratutto dopo aver notato la formazione in questi ultimi mesi di una estesa isola di plastica tra la Corsica e l’Elba , quindi all’interno del Santuario dei Cetacei e sulle rotte dei mammiferi in migrazione .

Hanno fatto notizia i numerosi capodogli trovati morti e spiaggiati negli ultimi mesi con notevole plastica nello stomaco. , e sono sempre più le tartarughe salvate da simile sorte .

E pensare che il riciclo della plastica in Italia è in forte aumento arrivando in molti casi al 70% , ma è anche in aumento il suo uso e consumo e quindi la sua dispersione .

Ottime le soluzioni plastic free adottate in molti comuni costieri e gli interventi del Ministero dell’Ambiente ma deve crescere ancora molto la sensibilità su questo problema da parte di tutti specie delle nuove generazioni


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